martedì 13 luglio 2010

Addio Mia Regina...



Oscar François de Jarjaeys ambigua eroina francese in uniforme a servizio della futura regina Maria Antonietta, ha cresciuto 3 generazioni di bambin* senza per questo creare danni psicologici irreversibili calunniati dalla sua femminilità mancata e mascherata, anzi, è uno dei pochi cartoni, termine quanto mai riduttivo per quest'opera, a ricreare con un pizzico di fantasia, un periodo storico intenso e a trasportarlo intatto con irriducibile fascino.
Versailles no Bara è il titolo originale, tradotto finalmente come nell'originale "Le Rose di Versailles" (Oscar è una rosa bianca; Marie Antoniette, una rosa rossa; Rosalie un bocciolo rosa; Madame De Polignac una rosa gialla; Jeanne, una rosa nera), nasce come shoujo manga (fumetto per ragazze) scritto, pensato e disegnato da Riyoko Ikeda e vede la sua pubblicazione nel 1972 in 82 puntate su Margaret (rivista contenitore di vari manga) e raccolto successivamente in 9 volumi. Il successo crescente, lo fece diventare un Classico a tutt'oggi uno dei titoli che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo. Essendo la prima opera importante per la mangaka, il tratto è acerbo e i toni della storia romanzata diventano man mano sempre più drammatici, con la crescita fisica e psicologica dei vari protagonisti. Se nella versione animata originale questo è stato ridimensionato per arrivare ad un pubblico maggiore, nel manga in Oscar vive (non senza forti battaglie) un dualismo che contrappone il suo ruolo politico e civile nei panni di un Comandante della Guardia Reale (voluto così dal Padre che per questo l'ha cresciuta) e quello dimenticato, soffocato di donna che improvvisamente grida il suo amore ad un ignaro Conte di Fersen. Sfumature anche saffiche che nel manga si delineano nel personaggio di Rosalie, che per Oscar ha una vera predilizione nonchè un vero amore che si placherà in affetto, quando incontrerà il giornalista Bernard Chatelet col quale poi si sposerà.
I toni tragici solo echi lontani all'orizzonte, diventano sempre più pesanti presagi di quella sventura che si abbatterà nel vivo della giovinezza dei protagonisti con forza inarrestabile e che li segnerà e li consegnerà alla storia con il loro tragico finale. Nell'anime i personaggi crescono e anche la fotografia che non rinuncia a scelte stilistiche inusuali, diventa sempre più parte della storia amplificandone l'eco e lasciando sorpresi per il profuso se pensiamo che è stato realizzato nel 1979, senza l'ausilio del computer, eppure con uno staff tra i più noti del panorama giapponese: Osamu Dezaki, Shingo Araki & Michi Himeno e Koji Makaino (rispettivamente regia, characters design e compositore delle musiche.)
In Italia il cartone arriva sull'allora Fininvest nel lontano 1982, il mio ricordo legato a Lady Oscar, è la mattina alle 7 su Canale 5 mentre facevo colazione (con i biscotti del Mulino Bianco e il Nesquik) con la mitica e inarrivabile sigla cantata dai Cavalieri del Re (allora i veri paladini delle colonne sonore) all'interno del programma Five Time. Contemporaneamente la Fabbri Editore pubblica il manga originale in edicola, reduce dal grande successo della rivista (contenente a sua volta il manga) di Candy Candy. Purtroppo alcuni passaggi forti, non convincono gli editori e gli adattatori che censurano sia manga che anime. Il manga in primis viene colorato (perchè il bianco e nero originale privo di appeal per un target di bambine-ragazzine) tradotto (com'ero uso a quei tempi) blandamente e terminato primi del finale, lasciando supporre che Oscar e Andrè coronano il loro sogno d'amore e vivano per sempre insieme felici. Inoltre pubblicherà il Diario e due romanzi di cui il secondo intitolato: "Il Ritorno di Lady Oscar" che si presenta come seguito (inverosimile) raccontando di un'Oscar fortunosamente scampata alla Rivoluzione che affronta disperate vicissitudini dell'era pre-napoleonica, affranta dalla perdita del suo Andrè. Ovviamente, il romanzo è assolutamente inventato dalla fervida mente italiana e partorito senza senso e rispetto dell'opera originale. Anni fa, sul web, trovai anche un seguito in perfetto stile Ikeda che proponeva una storia simile. Bisognerà attendere il 1993 quando la (defunta ormai) casa editrice Granta Press pubblica il manga non senza patimenti ma concludendolo in 20 volumi. Io che all'epoca leggevo manga riuscì a prenderne un numero e col tempo a collezionare quasi tutta l'opera che su ebay e ai mercatini aveva prezzi spropositati. Questo almeno fino al 2001 quando la Panini ne acquistò i diritti e lo ripubblicò in'edizione alquanto discutibile in altri 20 volumi sottilette, che non rende giustizia al valore artistico, storico e culturale dell'opera. Unica nota, è la pubblicazione di ulteriori 4 volumi contenenti le storie cosidette "gotiche", disegnate dall'Autrice nel 1984, circa 10 anni dopo la conclusione della serie regolare, infatti, il tratto si è ancora una volta evoluto, scarnendo quelle "drammature" scenografiche e quei "topoi" classici degli anni '70 quando venne pubblicata la storia originale. Finalmente nel 2009 la D/Visual ha pubblicato in 6 volumi da 320 pagine direttamente in fumetteria con un apparato di note, curiosità e interviste all'Autrice in un'edizione lussuosa con sovracoperta e stampa in oro, da avere assolutamente, potete prenotare le copie qui. Dev'essere chiaro che "Le Rose di Versailles" è un Classico che merita di essere letto, pregno di quel grande amplomb che solo i grandi romanzi sanno avere e riesce a stillare riflessioni che vanno ben oltre il contesto storico in cui si trovano coinvolti i personaggi, riuscendo a vibrare nell'animo del lettore. "Hai paura di me? Oscar, urla e grida quanto vuoi! Non m'importa, anche se mi uccidi! Ti amo! Oscar! Oscar... da quanto tempo... ogni volta che i tuoi capelli biondi si scioglievano al vento... ogni volta che trovavo la costellazione di Orione nelle tue pupille, incorniciate dalle ciglia del colore delle notte, sottili come fili di seta... e ogni volta che dalle tue labbra usciva un sospiro... emergeva dal profondo del mio cuore un ardore che... mi faceva perdere la testa." Così esordisce Andrè dopo aver strappato la camicia a Oscar, nel tentativo di violentarla. I personaggi amano, si scontrano e riescono ad uscirne attraverso la tragedia storica ancora più forti. "Coraggio! Adesso mi resta un ultimo compito... Ed è quello di morire con dignità! (...)Guardate bene... Così muore la figlia di Maria Teresa! Anche se la mia testa cadrà e il mio sangue colerà, i miei occhi resteranno spalancati... Sul futuro della Francia, mia patria! Osservate bene... Così muore la regina di Francia!" Questo dice Maria Antonietta nelle ultime pagine del manga.
Diversamente nell'anime, in Italia, la censura si abbatte per lo più sui dialoghi, edulcorando il contenuto. Un esempio è l'episodio in cui Rosalie si palesa di notte alla carrozza dove sono Oscar e Andrè, prostituendosi in realtà. O durante l'affaire della collana (il famoso scandalo della Collana che decretò anche la fine della stima dei parigini verso la Regina) quando interrogata in tribunale, Jeanne Valois, dichiara di essere stata l'amante della Regina stessa e come lei anche la Contessa di Polignac e Oscar, che per compiacerla si traveste da uomo (ecco il sussulto seguito dalla collera di Oscar in platea). Sempre all'interno di questa storia è presente il personaggio della cieca Nicole Olivier (la sosia della regina) che in realtà non chiede la carità quando Jeanne e Nicolas la vanno a trovare la prima volta in casa, bensì afferma il suo "tariffario": 10 soldi a notte... Altri dialoghi vengono completamente riscritti e appiattiti, come d'uso ormai da quell'epoca riducendo ogni sentore di velata omosessualità o bisessualità (più esplicita comunque nel manga). Memorabili alcuni momenti, quando Oscar e Andrè, finalmente si riconoscono compagni (proprio in questi termini) e chiaramente fanno l'amore in una sequenza delicata e quasi onirica, o quando le due amiche Oscar e la Regina si dicono addio, dopo un'amicizia di vent'anni pur rispettando ognuno la scelta dell'altra di rimanere fedele nei propri ideali.
Il doppiaggio va ricordato con un nutrito parterre professionale quali Cinzia De Carolis (Oscar, Bia, Maysha di Galaxy Express...) e Laura Boccanera (Maria Antonietta ma anche Candy Candy, Charlotte, Aika di Hello Spank...). A metà degli anni '90, dopo aver già spopolato con le repliche, Rete 4 ripropone alle 19 all'interno di Ciao Ciao sera, una nuova messa in onda della serie, questa volta affidando la sigla prima ad un gruppo chiamato "Gli amici di Lady Oscar", poi all'ormai icona delle sigle televisive Cristina D'Avena, testo scritto dall'onniscente Alessandra Valeri Manera, e cambiando il titolo nell'inutile: "Una spada per Lady Oscar", con un montaggio di scene che ci priva della splendida sigla originale, che sarà ripristinata nell'ultima messa in onda insieme al vecchio titolo. A riguardo, una curiosità è nella divisa di Oscar che fa capolino nella suddetta sigla, in cui indossa i pantaloni bianchi, i calzoni neri e la giacca blu come nell'ultima parte della storia, a capo della Guardia Nazionale dove però la divisa è completamente blu e i calzoni bianchi.
Entrambe le sigle sono reperibili in Cd, ma esiste anche il 33 giri "La storia di Lady Oscar" narrata da Luigi La Monica con il riassunto della serie da un lato e delle canzoni originali scritte appositamente dai Cavalieri del Re, tra le altre, Minuetto per la Regina, delizioso valzer, tra le più riuscite nell'insieme.
L'anime composto da 40 episodi, più un 41°, mai apparso in Italia, celebrativo e montato che narra i punti salienti della storia come fatto successivamente poi nel lungometraggio animato, uscito in DVD anche con il titolo Lady Oscar Il Film. C'è, per la verità, un film, con attori in carne ed ossa, che fu girato a ridosso della serie, proprio, cosa rara, a Versailles, per gli aficionad o curiosi, consiglio la visione, nonostante la trama sia stata necessariamente condensata e non renda giustizia ai profili psicologici così ben descritti nelle altre 2 produzioni.
Qui in Italia, tutto sommato, fu abbastanza apprezzato, sfruttando il successo della serie TV appena trasmessa e venne mandato in onda sul piccolo schermo su Italia 1 il giorno di Natale del 1982. La regia è di Jacques Demy, e nelle vesti di Oscar da bambina c'è una giovane Patsy Kensit. Nel doppiaggio compaiono le stesse voci dell'anime. Il film è stato distribuito da Yamato Video, in DVD , come del resto la serie, recentemente proposta in 2 eleganti box che sono un richiamo per ogni cultore dell'animazione anni '80 e di quei classici dell'infanzia, acquistabili qui e in edicola recentemente è uscita nuovamente, la collana DVD della raccolta di Lady Oscar a cura della DeAgostini,
In Italia Lady Oscar conosce un successo inarrestabile pressochè da trent'anni, grazie all'aurea di Classico e al profilo estremamente sfaccettato dei personaggi. Gallina dalle uova d'oro, oggi, gli art-book, il cd col commento musicale e tutti i gadget sono facilmente rintracciabili su Ebay, con prezzi che lievitano a seconda del prestigio. Anche i vecchi numeri della Fabbri, sono oggetto di aste, per non parlare dei 2 romanzi che la Fabbri Editore fece uscire sulla scia dei Manuali di Candy e altri romanzi, totalmente opera di pseudo scrittori italiani. Anche la Ceppiratti, sfruttò il successo producendo la bambola con relativo cavallo e la Panini, leader delle figurine produsse di consueto l'album.
Recentemente in diverse fiere ho avuto modo di apprezzare una delle ultime riproduzioni di Oscar finemente lavorata con una valutazione che si aggira intorno ai 150 euro. Riyoko Ikeda non paga del successo, nel 1986, 12 anni dopo la conclusione decise di dare alle stampe quello che viene definito il seguito, perchè vi compaiono Rosalie sposata ormai con Bernard, e Alain de Saisson, anche se a tutti gli effetti Eroica si concentra nei 14 volumi sull'ascesa al potere e al trono di Napoleone Bonaparte, che proprio nelle Rose di Versailles aveva fatto una fugace apparizione e che era stato in realtà oggetto di ricerche da parte della Ikeda che appena ventenne non se l'era sentita, di scrivere la storia del grande conquistatore.
In Eroica, dal nome della terza sinfonia in Mi bemolle maggiore op. 55 detta appunto "Eroica" e inizialmente scritta per Napoleone, lo stile della Ikeda diventa asciutto ma preciso e maniacale nell'ambientazione soggettiva e oggettiva che passa dal cuore turbato e tumultuoso di Oscar a quello di un giovane Napoleone e in questo forse il calo che la storia risente, costituendo un puro "documentario storico". Il manga, dopo varie petizioni è attualmente in corso di pubblicazione da parte della Magic Press.
La Ikeda, riesce a coronare il suo sogno di gioventù diplomandosi in canto al conservatorio nel 2000, incidendo vari album, centellinando la sua carriera di mangaka, riservandosi un ruolo di sceneggiatrice e scegliendo tra le sue allieve quella che diviene la sua discepola. Nel 2005 riprende in mano i personaggi di "Versailles" in versione super-deformed e pubblica, fino ad oggi, 5 volumi, con delle storie comiche, che un'altra casa editrice la Ronin, ha annunciato in pubblicazione da Maggio 2010.
Nel 2008 le viene assegnata dal governo francese l'insegna Légion d'honneur per il suo contributo alla storia e cultura francese, divenendo il 150° giapponese e il primo mangaka a conseguire tale onorificenza.
Inoltre dal 4 al 6 Giugno 2010 la Ikeda, per la prima volta in Italia, ha aperto la manifestazione "Collisioni - Vite Parallele 2010" tenutasi a Novello, in Piemonte e debuttando nell'inusuale veste di soprano accompagnata da un maestro d'organo in alcuni canti della tradizione giapponese.
Anche dopo la conferenza stampa, incentrata sull'attività della mangaka, non si è sottratta a foto ed autografi, confermando la disponibilità di queste autrici, leggende viventi, in ambiti diversi da Lucca. E' di qualche mese fa l'annuncio da parte della Ronin Manga, sull'uscita di Berubara Kids, dove la Ikeda nuovamente riprende in mano il suo capolavoro, donandogli con un tono comico e super deformed nuovo successo. Al momento, l'uscita del primo numero è stata rimandata, molto probabilmente in autunno. Un mito insomma che non intende fermarsi, capace ancora di fare proseliti e di fare innamorare, un nuovo film d'animazione è in pre-produzione che pur non annoverando il vecchio cast tecnico presenta una fusione tra old-style e nuove tecnologie rendendo l'attesa spasmodica per quello che si presenta come un nuovo capitolo di un Classico intramontabile in perfetta coerenza con il revival delle vecchie glorie degli anni d'oro dei cartoni animati. L'anno scorso, a marzo, mentre favoleggiavo in ferie a Roma, la mia attenzione fu colpita da un'enorme manifesto che veleggiava addirittura la premiere del musical "Lady Oscar -Francois Versailles Rock Drama”, musical in due atti ideato da Andrea Palotto e completamente ricreato in 3D virtuale mentre i cantanti hanno prestato la loro voce dallo studio di registrazione, sincronizzando perfettamente i gesti ed i ritmi musicali. Purtroppo non ho potuto, con mio profondo rammarico assistervi, ad oggi non risultano repliche. In Giappone ad accrescerne il successo, poco dopo la fine del manga, nel 1974 venne presentato in scena per la prima volta, da una compagnia di Tarakazuka, compagnie formate esclusivamente da donne che interpretano indifferentemente ruoli femminili e maschili. Questo ben si addice all'universo di "Versailles", che trova nei suoi controversi e disparati personaggi femminili le psicologie più varie, analogamente, Oscar François de Jarjayes è divenuta un'icona queer e paladina di quella lotta contro i pregiudizi (che in lei vedevano una donna in abiti maschili ma sopratutto in ruoli prettamente maschili) e forse anche per questo che rimane un personaggio amato e atipico della produzione animata, riuscendo a superare i limiti del semplice "personaggio", e a creare un trasporto e un'aderenza che si rispecchia nella vite di gay e lesbiche in particolar modo, che l'hanno fatto proprio e continuano ad amarlo tutt'ora.


























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