giovedì 22 luglio 2010

e la Lancia irretì la Bestia...

Estate...
il Luglio del lontano 1994 e sullo scaffale dell'edicola abituale, a Gallipoli, noto la copertina di un manga nuovo, sfoglio le pagine e lo ripongo, perplesso. Qualche giorno dopo, accanto al primo numero trovai il secondo, riprovai a sfogliare e a leggere le prime pagine e decisi di acquistarlo. Sarebbe diventato un amore duraturo. (E per questo mi piace reputarmi un fan della prima ora.)
In effetti, lo stile di Kazuhiro Fujita, qui alla sua prima opera, a primo acchito può risultare indigesto: il tratto sporco, il chiaro scuro e le tavole piuttosto piccole...imperativo guardare oltre!
Ushio e Tora debutta su Shonen Sunday nel 1990, narra la storia di Ushio Aotsuki, un liceale che vive insieme al padre, un monaco buddista, in un tempio. La sua tranquilla vita cambia paradossalmente quando caduto in una botola incontra un demone, che ricorda una tigre, imprigionato da una lancia. L'aura satura della malvagità che si è sprigionata, attira nelle vicinanze del tempio molti demoni e mostri, costringendo Ushio a liberare la tigre, che scatena fulmini e una ferocia senza pari, che costringono il ragazzo a frenare impugnando la lancia. Immediata la trasformazione e la forza di quella che risulta essere la Lancia della Bestia, che redarguisce qualsiasi demone. Tora, così battezzato (in giapponese tigre), rimane costretto al fianco di Ushio, col chiaro intento di vendicarsi e mangiarselo: spassosissimi i siparietti tra i due in questo senso.
Quello che sarebbe potuto diventare un manga a livelli, col nemico sempre più forte da abbattere e sostanzialmente una serie infinita di pirotecnici, scenografici combattimenti (alla Dragon Ball e/o Bleach) viene subito evitato grazie ad un'inaspettata introspezione dei nemici e dei comprimari che nella storia assurgono loro malgrado a protagonisti dolenti, cinici, tristi, disillusi, sfaccettati, dolci, tanto da ritornare più volte nel corso della storia. Ma cos'è la Lancia della Bestia? E perchè Tora sembra conoscerla così a fondo? Ma sopratutto chi è la Maschera Bianca? Comincia ben presto il viaggio dei due improbabili nemiciamici, alla scoperta del segreto della lancia e del nemico naturale di quest'ultima, componendo i tasselli di un storia che scava a fondo nei personaggi e non lascia nulla di intentato o casuale. Piena di colpi di scena, è una storia di grande spessore: c'è inventiva, c'è azione, c'è riflessione, c'è umorismo, c'è sofferenza, ci sono personaggi (e mostri!) carismatici e interessanti, folklore nipponico, leggende e non a caso il manga nel 1992 vinse lo Shogakukan Manga Award nella categoria shonen. La trama stessa riserva sorprese, oltre ai protagonisti, quando nel pieno della storia, la pazzia di Ushio, regala uno dei momenti topici, una delle saghe più interessanti: la lancia che puzza di morte e intrisa di sangue regala una forza sovraumana a Ushio che ne rimane plagiato, finendo col diventare egli stesso una bestia. Fujita, con un coup di théatre richiama tutte le donne della saga fin lì, in aiuto al protagonista per riportarlo all'umanità. E' stata la prima volta che leggendo un fumetto piansi, ed è riaccaduto anni dopo rileggendo la storia. A questo punto l'intento della Maschera Bianca si palesa e i due antieroi affrontano nemici e alleati per convincere che sono e solo loro possono affrontare la paura del demone a nove code, iniettata di sangue negli occhi, dal ghigno solitario e spietato. Un salto nel passato di Tora svela l'origine di ogni cosa, prima del duello finale, in un crescendo di rivelazioni in quello che forse è uno dei finali meglio sceneggiati e costruiti mai avuti per un manga.
In Italia il manga, arriva sulle pagine della collana Z Compact della casa editrice Granta Press nell'estate del 1994, erede di Ken il Guerriero e si protrae per altri 14 mesi, in un formato, come uso dell'editore appena più grande del tankobon originale. Purtroppo, il fallimento lasciò i fan orfani della storia e in molti non videro neanche il famoso e introvabile N°14 uscito in poche copie.
Bisognerà aspettare 2 anni, quando nel gennaio 1997, la Star Comics su richiesta dei fan (e dei Kappa Boys) decide di riprendere in mano il manga, proponendolo sulla testata Techno, peccando ingenuamente e condannandolo al limbo immeritatamente. Infatti il manga riprende proprio dall'ultimo volume della precedente edizione, precludendo a nuovi fan di seguirlo e di avvicinarsi, a questo misconosciuto capolavoro. La pubblicazione non senza appelli e perdite continua per 33 numeri, fino alla conclusione con un volume di storie extra. Divenendo introvabili i primi numeri, la Star Comics decide (comunque...) di ripubblicare le cosidette origini, con una aperiodicità su Turn Over, mettendo la parola fine sulla storia della lancia della Bestia. Nessuno si occuperà più del suo autore, Kazuhiro Fujita, che invece in patria con la seconda che debutta un un anno dopo la conclusione del manga, più lunga e per ben dieci anni, gli regala più ancora più successo. In Italia Karakuri Circus, arriva brevemente nel 2001 a cura della Play Press in un'impietosa edizione con un titolo aggiuntivo improbabile come battaglia non convenzionale, per 12 numeri prima del fallimento della stessa, anche se questa pubblicazione ha l'unico merito di far conoscere l'autore e le sue opere. Un letargo che durerà fino all'autunno 2009, quando la GP lanciata dai Kappa, presenta il volume conclusivo Black Museum Springald, e la JPop dà alle stampe l'ultima fatica ancora in corso in patria, Moonlight Act e quest'anno l'altro volume conclusivo Lo sguardo sinistro della Luna.
Mentre scrivo, il team MangaScan ha ripreso a tradurre i capitoli inediti del manga Karakuri. Sembra che Fujita, finalmente, col ritardo, abbia conquistato una fetta importante di lettori italiani, che chiedono timidamente una ristampa (tra tante superflue...) proprio dell'opera prima che ha mostrato il genio e la sua eccezionale bravura. Interrogata in proposito Claudia Bovini, responsabile Star Comics ha recentemente affermato che non è prevista una ristampa, quindi, non possiamo che sperare in JPop.
Del manga è stata prodotta una serie di 10 OAV che narrano fino all'incontro di Ushio con le Bestie del Vento e 3 episodi parodistici intitolata Ushio e Tora Comical Deformed Theatre. Nel 2007 la Yamato Video ha rieditato gli episodi in 2 DVD.
L'affetto che mi lega a questo manga, va oltre il semplice fatto che è un manga che non impartisce lezioni, ben congeniato e disegnato, che non prosegue ad oltranza oltre il deleterio e il commerciale, forse per le sue sfumature assai labili, coniuga generi e li mescola con successo, creando una rara e meravigliosa alchimia, un capolavoro che non risente degli anni e che ancora, godibile merita una lettura attenta che promette di non deludere le aspettative.

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