Sembra che la paraventata aria di crisi nell'ambito del fumetto e dei manga per inciso, in Italia, non impedisca a nuove case editrici di esordire aperiodicamente e ciclicamente, affollando l'editoria di titoli vezzosi e inutili. Il mercato si è allargato, ma predominante è quel target adolescenziale favorito da tutta una serie di merchandising che tanto piace a collezionisti o fashion addicted. Le edizioni nostrane sono comunque spesso inferiori alla media europea, quasi sempre a quella giapponese; sempre più frequentemente mal tradotte, a ridosso delle edizioni in patria, con la conseguente attesa per mesi di una nuova storia e del disinteresse calante se protratto per anni su quelle serie infinite. La commercializzazione e mercificazione del manga, ha sedotto e invogliato chiunque a cercare di accaparrarsi una fetta della torta, con risultato di una frammentazione lesiva ai fan: una pressochè continua propaganda al titolo campione di vendite, di successo o reduce da un qualche premio, alla scoperta (non certa e quanto mai difficile) della prossima gallina dalle uova d'oro. Per quanto ci riguarda, visto da dietro le quinte, sono assai lontani i tempi di Dragon ball, Ranma, Ken il guerriero e One Piece. Molti manga partono magari bene, ma si perdono stancamente nell'ingranaggio di una ripetitiva trama, del deja-vù, delle vendite scarse con annesso spostamente in fumetteria. Quello che, nonostante tutto, sembra ancora non chiaro, agli editori nostrani, è, che se il Giappone è comunque e per vari motivi in crisi, quando vende di un volume in classifica e più o meno normalmente centinaia di copie di un volume, qui, si risparmia sulla tiratura, pur di ottenere l'effetto contrario, cioè prezzi inverosimili alle fiere e lunghe contrattazione, non sempre sicure, per ristampe con diciture sulla confezione inutili e umilianti.
In mezzo a tanta carne al fuoco, dal Giappone, l'annunciata battaglia ai siti di scanlations, rei di aver fatto crollare anche loro il mercato orientale, ha prevalso anche fuori dai loro confini, costringendo siti storici a chiudere, redarguiti da oscure minacce.
In effetti (e qui ognuno la penserà come crede...), ragionandoci, non è eticamente giusto per il lavoro dell'artista e di chi è dietro una casa editrice, men che meno se importato e tradotto e quindi licenziato da un altro editore straniero, con il lavoro che dietro vi è, non facile, posso assicurare, che coinvolge varie persone e professionisti. Anche se non a scopo di lucro, un manga licenziato in un paese, non dovrebbe essere soggetto ad altri traduzioni, nell'ottica che se quel manga piace va assolutamente acquistato e anzi, incoraggiandone ad altri la lettura.
In Italia il prezzo dei manga, in quest'ultimi anni è salito e, continua a farlo, per delle edizioni non sempre all'altezza, il prodotto da edicola ormai è divenuto poco invitante e spesso pensato per le tasche appunto di un target molto giovane, incondizionato e pronto a seguire mode. La risonanza elevata per spremere i pochi titoli validi (quelli accompagnati da merchandising adeguato), ristampe superflue che affollano le libreria o tirature limitate mirate per mettere in difficoltà il compratore medio, ma, continuano a sorgere nuove case editrici e le proposte di titoli di vario genere, mettono davvero in imbarazzo.
Cosa ci aspetta, davvero è diventato non scontato e imprevedibile sapere.
Tra qualche settimana, per quanto ci riguarda, debutteremo, nel mondo delle scanlations, con l'entusiasmo che si presta ad ogni nuova esperienza, la passione di lettori veterani e l'umiltà degli ultimi, con l'intenzione di proporre e promuovere quei titoli, che a nostro modesto avviso, oltre ad affascinarci e quindi a provare interesse nel leggere, meritano di essere condivisi, apprezzati e amati tout-court.
Classici dicevamo, o tali, ci piace considerarli.
Per il resto, sono in dirittura di arrivo per vari editori, N.Y Komachi, Nodame Cantabile, Five Star Stories, Gokinjo Monogatari, Happy, Monster, Il Sortilegio del Vento e l'autunno, dove tutto riparte, non ci è sembrato mai più interessante ed evocativo. Buone Ferie e, a presto.
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