mercoledì 10 novembre 2010

Ritratto di donne in un interno



Il passaggio dalle scuole medie; dove ci sono i pennarelli colorati, i genitori all'uscita a volte, un cambiamento ormonale e sessuale; alle scuole superiori, lascia tramortiti il tempo di accarezzare le possibilità che si prospettano all'entrata del Liceo: con nuovi compagni, nuovi professori, nuovi innamoramenti, nuove possibilità. E' con l'ingenuità che Nanako saluta il suo giovane supplente Takehiko Henmi, gli ultimi giorni di scuola chidendogli di diventare suo fratello, attraverso la richiesta di una corrispondenza, che non lascia indifferente il ragazzo; che entra con i suoi quindici anni all'Istituto Seiran, prestigiosa scuola femminile, insieme all'amica e compagna d'infanzia Tomoko. Ed è proprio il primo giorno che fa l'incontro con le stelle del Seiran, le tre allieve da tutte ammirate, temute e rispettate: Rei Asaka conosciuta come Saint Just, androgina ragazza in abiti maschili nichilista e sfuggente, Kaoru Orihara alias Il Principe Kaoru (nobile personaggio del Genji Monogatari, noto per la sua bellezza), leader della squadra di basket e capoclasse, anche lei a suo agio in abiti maschili ma più generosa e socievole, infine Fukiko Ichinomiya ovvero Lady Miya, bellissima e glaciale, è l'incontrastata Presidente del Sorority Club, esclusivo ed elitario, riservato a pochissime prescelte ogni anno secondo canoni severissimi, che introduce le fortunate nell'alta società fatta di tea party, corsi di ikebana, conversazioni letterarie. Ad aspirare assolutamente al suo ufficiale ingresso, c'è Mariko Shinobu, sensuale ed esuberante compagna di classe di Nanako, in realtà fragile e tremendamente sola anche a causa del mestiere del padre, scrittore pornografico. Questi sono i personaggi dai caratteri sfaccettati, pieni di chiaroscuri e parecchie zone d'ombra a presentarsi nell'estate dell'ormai lontano 1995 nella penisola, nel manga Oniisama e... (Caro Fratello...) grazie alla Star Comics, in quattro uscite mensili, ad opera di quella maestra del feuilleton drammatico, Riyoko Ikeda. Uscito ante litteram e quindi passato inosservato e spesso messo in ombra al parogone di Versailles e Orpheus, rappresenta bene quel passaggio all'età adulta, in quella fase dell'adolescenza non priva di turbamenti, dubbi e ferocia, infarcendo il tessuto di un manga comunque breve ma per questo non meno intenso, con la propria distinta firma, analizzando con fine psicologia un corollario di sfumature pressochè immutate quali la gelosia, il terrore della solitudine, l'accetazione di se stessi e degli altri, l'ascesa a qualsiasi costo a posizioni privilegiate e non ultimo, la paura della morte, che aleggia, deus ex machina, in questa raffinata fotografia di un gruppo di amiche-nemiche-compagne in un momento della loro sofferta crescita individuale e personale.
Le relazioni, nel manga sono in certi casi accennate, ma hanno tutti un'intricata denominazione comune: lo scontro tra i due antagonisti non lascia indenne nessuno. In una parabola crescente di perfidie, ricatti e scoperte, Nanako, si sorprende ad arrancare ma non arrendersi di fronte le difficoltà, dopo il suo inaspettato ingresso nel Sorority, che non è ben visto da alcune compagne e che inconsapevolmente la allontanerà dall'amica Tomoko avvicinandola a Mariko, che per lei avrà una predilizione che sconfina nella morbosità. Il magico mondo di Nanako diviene disincantato, via via, che vive la profonda ed incomprensibile crudeltà e la supremazia di Lady Miya nei confronti di una succube Saint Just, incapace però di allontanarsi e di sopravvivere senza quest'ultima, della malattia che ha allontanato il Principe Kaoru dalle lezioni per un lungo periodo, la dipendenza della stessa Saint Just a farmaci e la sua inclinazione al suicidio?, l'ossessivo desiderio di piacere che nasconde un'infinita desolazione nell'animo e nella quotidianità di Mariko che sembra così forte e ambiziosa, l'incapacità di restare legata all'amica Tomoko che rappresenta il suo passato e quello di costruirsi un'identità propria (e nuova) inevitabilmente.Lo stile della Ikeda, è quello classico, per cui è conosciuta, qui al massimo del suo splendore, il manga, pubblicato da Margaret Comics nel 1975 è la seconda opera lunga dopo Versailles, indubbio che risenta di quella particolare tragicità seppure incastonata nelle mura di un prestigioso liceo. Alte e slanciate figure, tavole verticali abbondanti di particolari e l'inevitabile psicologia drammatica che si trasforma in proiezioni rese a delineare bene lo stato emotivo dei personaggi. Un piccolo capolavoro, da cui poco dopo la Takemiya (altra grande autrice) prenderà a prestito il fil rouge per intessere il suo personale romanzo nero conosciuto come Il Poema del vento e degli alberi (Kaze to Ki no uta).
In tre volumi si condensano le rivelazioni sul passato di Lady Miya e Saint Just, in realtà sorellastra e figlia dell'amante del padre quest'ultima, in precario equilibrio psichico dopo aver già tentato il suicidio una volta; del patrigno di Nanako, padre proprio di Takehiko, quel professore supplente a cui lei incosciamente aveva chiesto di diventare il suo caro fratello, che da anni è innamorato poi, proprio di Kaoru, la forta Kaoru che a lui ha voluto rinunciare per un cancro al seno e dopo una mastectomia che l'ha segnata profondamente. Equilibri fragilissimi, si disentegrano in un turbinio vero e proprio di colpi di scena retti su una tensione ormai collassata nel momento che l'ennesimo scontro tra le due sorelle si trasforma nell'ennesimo atto punitivo di Lady Miya incapace di aprire il suo cuore ma di negarsi al contempo all'umiliazione e al servilismo di Saint Just, che troppo esausta e provata decide di porre fine alla sua vita, fatto cruciale che scatenerà sensi di colpa fortissimi in tutti e un'imprevista ma accesa lotta per la chiusura del Sorority. In realtà si scopre che le due sono realmente sorelle di sangue, ma che solo Fukiko venne cresciuta dal padre, scappato con un'altra donna e che proprio Rei, fu l'unica mai ad assistere alle lacrime della sorella ferita e vulnerabile nella sua regalità di bambina abbandonata, cosa che le due sorelle nascosero con la promessa di un patto di morte che insieme le doveva legare l'una all'altra in quella specie di odio-amore mai esattamente delineato.
E' poi Takehiko a chiarire finalmente con Nanako e a raccontarle del padre, del suo essere cresciuto senza il suo affetto, abbandonato da bambino insieme alla madre, proprio per la madre di Nanako, ma di averne comunque voluto eguagliare la professione, fino alla riappacificazione paterna in cui il figlio chiede una lettera di referenze per un'università tedesca, viaggio dove porterà con se una radiosa Kaoru, finalmente divenuta sua moglie.
Due anni dopo, una lettera nel silenzio, arriva, annunciando la scomparsa del Principe.
Nanako, risponde, scrivendo ancora al suo caro fratello...
Poche pagine questo manga, tutto sommato, ma capaci di ledere la pelle e tramutare sensazioni e ricordi sopiti, facendoli ritornare alla memoria, in questo racconto tragico, senza vinti e vincitori, in cui tutto si amalgama con sofferenza, incapacità di cambiare e di accettare con trasporto l'altro, veramente.
E' solo un'idea, è solo la stagione dei ciliegi, è tutto un attimo, altre stagione verranno, forse ci cambieranno, eppure le cose continuano a fare il loro corso e i ciliegi rosa sempre sbocceranno.
Racconto dunque anche di formazione, sarebbe, se l'Ikeda avesse profuso in pagine, divenuto davvero un classico irrununciabile e ben più famoso di quello che è. Nel 1991, parecchi anni dopo la pubblicazione, la Tezuka Production ne fa una splendida serie di 39 episodi, in cui gli eventi del manga sono diluiti attraverso dettagli nuovi o semplicemente messi a fuoco e con un finale diverso. Un cast che vanta Akio Sugino all'animazione e Osamu Dezaki alla regia, costituiscono un buon passaporto, anche se il tutto a rilento, soffre dell'emulazione del ben superiore anime di Versailles, discostandosi troppo, seppur in maniera elegante, dal tratto della Ikeda. E' una serie moderna, ben strutturata che approfondisce il tema dell'opera, senza tuttavia suscitare quell'entusiasmo e quell'innamoramento avvenuto anni prima con Lady Oscar appunto. In italia, arrivato grazie alla Yamato nel 1995 in dieci videocassette, nel 2006 è stato riproposto in due eleganti box da 4 DVD ciascuno, qui.
Un'Opera consigliata, che ammalia e fa riflettere, che delinea un universo, l'altra metà del cielo, orgoglioso, innamorato, deluso, tormentato, fragile e disperato, pagine capaci, come solo certi classici sanno fare, di non perdere mai la freschezza della lettura e di travalicare ogni genere, per ritornare a coinvolgere e commuovere ad ogni nuova lettura.



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