mercoledì 20 aprile 2011

Quel cappello rosso di paglia...

Un cappello rosso di paglia trasportato dalla brezza del vento sulla lunga scalinata, 100 scalini conta Kyosuke acciuffando il cappello in cima, 99 ribatte stizzosa Madoka, i due alla fine si accordano per 99,5 e la ragazza gli regala il cappello.
Nell'ormai lontano Ottobre del 1992, in un'edicola in quel di Brindisi, notai un volumetto nuovo accanto a quelli già posizionati dei Cavalieri dello Zodiaco e Ken il Guerriero. Riportava in alto la
scritta Starlight e in grande il titolo Orange Road e più in basso, dalla serie tv E' quasi Magia Johnny. (Rientrava perfettamente nell'uso dell'epoca di dare il nome ad una testata, presentando tutto nel formato tipo tankobon ma con 128 pagine al prezzo di L.3000 e con un titolo anche al volume.) Sfogliando l'albo, dai disegni e dai nomi, non fosse stato per il richiamo in copertina, si sarebbe faticato a riconoscere i personaggi dell'ononimo famoso cartone animato arrivato nei pomeriggi di Italia 1 alla fine degli anni '80. Non fosse per la fotografia vivace, sentimentale e riuscita dell'adolescenza con i suoi turbamenti, le sue scelte, i momenti comici e gli equivoci e i riferimenti eighties (periodo in cui il manga è stata realizzato) e la splendida trasposizione animata, oggi questo manga risulterebbe demodè se presantato al pubblico attuale.
Ad opera di Izumi Matsumoto, pubblicato sulla testata Shonen Jump della Shueisha a partire dal numero 15 del 1984 al numero 42 del 1987, hanno poi seguito negli anni novante tre romanzi scritti da Kenji Terada e illustrati dallo stesso Matsumoto.
La storia racconta del trasferimento della famiglia Kasuga nella nuova città, il padre fotografo, il figlio maggiore Kyosuke e le due gemelline Manami e Kurumi. Qui il ragazzo conosce Madoka il primo giorno sulla famosa scalinta e più tardi, a scuola, la giovane Hikaru, che s'infatuata subito del senpai, dando vita ad un improbabile menage a trois condito da divertenti episodi, equivoci infiniti e avventure supportati da comprimari non meno testardi quali Yusaku, amico d'infanzia di Hikaru e di lei innamorato, Kazuya dispettoso cugino del protagonista e Akane, cugina altrettanto irriverente e dalle sfacciate tendenze omosessuali e, come a dare un contorno ancora più imprevisto e imprevedibile, la famiglia ha poteri paranormali, che ovviamente cercano di nascondere agli altri e usano per cacciarsi nelle situazioni più irreali e per uscirne allo stesso tempo da altre, imbarazzanti. Il tratto acerbo delle prime tavole cresce col tempo in maniera esponenziale, già a metà della storia, le anatomie hanno acquisito sensualità e il tratto morbido ma deciso rivela un notevole talento, fino agli ultimi splendidi capitoli, Matsumoto gioca coi corpi delle protagoniste regalandogli e nelle illustrazioni e in vari capitoli pose ammicanti e audaci.
Dai banchi di scuola, le avventure si spostano sul bancone del locale ABCB, coffee-shop stile irlandese dove Madoka lavora segretamente, essendole vietato dal regolamento scolastico.
Il bar è fulcro di tante vicende, Kyosuke infatti finisce lui stesso per lavorarci occasionalmente dietro richiesta del proprietario, che diventa anche amico della compagnia, qui, sopratutto ha modo di conoscere meglio la misteriosa compagna, di corteggiarla e avvininarsi a lei, lontano dagli appostamenti eccessivi e invasivi di Hikaru che ha per lui un'infatuazione evidente. I tentativi del ragazzo vengono scoraggiati spesso dalla ragazza, che ha per Hikaru invece un affetto fraterno e non vuole farla soffrire, ma col passare del tempo, si accorge non senza battaglie interiori di provare qualcosa di più di una simpatia evidente per il ragazzo. Il triangolo isoscele prosegue, tra gite nel passato da parte del protagonista e la sua indecisione cronica a scegliere e prendere il coraggio di rivelare i suoi sentimenti, confidenze e momenti intimi fino alle ultime pagine, con la partenza improvvisa di Madoka in America che scatena in Kyosuke la consapevolezza e il bisogno di chiarire, il tutto con lo strascico che non lascia indifferenti nessuno, mentre all'aereoporto Madoka è in partenza, Hikaru si presenta col cappello rosso di paglia e Kyosuke tra di loro, per i chiarimenti sentimentali.
Al di là della simpatia per il personaggio di Hikaru che si riscatta parecchio nelle ultime pagine, del potere seduttivo immutato (come solo l'immaginario sa protrarre...) di Madoka e del suo fascino, dell'imbranataggine di Kyosuke, il rischio elevato di inscenare il dramma della gelosia e cadere nel melò viene salvato da questa commedia dolceamara, dal finale non scontato (anche quando il tifo era pressochè sproporzionato...) perchè dal proseguo mai scontato: i protagonisti si rincorrono, si avvicinano mai troppo, sfiorandosi col pretesto dell'affetto (affetto o amore? infatti...) e prendono coscienza in quel periodo di crescita, superando la paura di dichiararsi, di essere rifiutati, di fare delle scelte, anche dolorose (per gli altri).
L'assai capricciosa via, con i suoi indelebili protagonisti, nel cuore di molti appassionati, è un ricordo fortissimo, tale, anni dopo la conclusione del manga ufficiale, da meritarsi un proseguo come romanzo in cui, l'epilogo originale qui trova la sua naturale prosecuzione.

Dopo venticinque numeri mensili, la Star Comics che aveva editato il manga, prosegue con l'altro manga dell'autore Sesame Street, allegro divertissement purtroppo senza una reale conclusione.
Durante quegli anni, a ridosso del manga, nelle ultime pagine, vi era di consueto l'angolo della posta, nel caso specifico, Orange Mail, che riscuoteva assai successo tra i fan e primi lettori moderni di manga, occasione riavuta quando alla fine del 2004, dieci anni dopo la conclusione della prima edizione in Italia, la Star, ripubblica il manga nella versione originale (come consuetudine ormai) in 18 volumi, ma tuttavia senza ribaltare le tavole, lasciando qualche svista e gli stessi dialoghi della prima traduzione, mancando l'occasione di far (ri)scoprire questo classico in un'edizione più consona, senza considerare l'assenza di alcune tavole aggiuntive disegnate dall'autore per l'ultimo volume ed inserite nelle ultime riedizioni, rintracciabili in internet tradotte.
Forse, nell'immaginario collettivo, ancora più del manga, conosciuto fuori dal Giappone, comunque anni dopo, il merito del successo imperituro di questo cult è da appropiarsi alla splendida serie animata e, ancor di più allo splendido Character Design che fu opera della bravissima Akemi Takada (Maison Ikkoku, Creamy, Lamù...) per lo Studio Pierrot, che confezionò una serie di Art-book sulla sensuale Madoka, inneggiandola a idol di folle di adolescenti in piena tempesta ormonale. Numerosi i volumi con le illustrazioni dell'artista, quanti i Cd, molti dei quali dedicati esclusivamente al personaggio stesso di Madoka che suona il pianoforte (e nell'anime anche il sassofono). L'anime arrivato da noi col titolo di È quasi magia Johnny, è stato come d'uso tradotto, rimaneggiato, censurato ma la storia irriverente e il feeling coi personaggi ha prevalso sullo scempio adottato almeno fino a quando la Dynamic nel 1999 acquisisce i diritti dell'anime, rieditando l'intera serie per il circuito dell'home video, adottando adattamenti e traduzioni fedeli all'originale. Nel 2003 sarà poi la Yamato video a rieditare la serie in 10 DVD singoli, a cui fanno seguito nel 2006 gli 8 OAV che, presentano per la maggior parte le voci "storiche" dell'edizione televisiva e infine rieditando la serie in 2 Box da 5 DVD l'uno e gli OAV in uno con 3.
Chi è stato bambino in quegli anni, chi è cresciuto e ha letto il manga, ha trovato la sua affinità con qualcuno dei protagonisti, ricambiato, dalla storia del più classico dei triangoli amorosi che stupisce ancora oggi, per la freschezza e l'immediatezza con cui coinvolge grazie ad uno sviluppo inatteso e attuale, con quel pizzico di magia ? propria del manga e un corollario di luoghi in cui ritornare con la memoria, mentre la brezza del vento spinge ancora un cappello rosso di paglia sulla gradinata di una scalinata, dove ancora rimane il dubbio se vi sonoAggiungi immagine 99 o 100 gradini.